Il vampiro
Primo adattamento per il teatro dell’omonimo racconto di John William Polidori, per anni attribuito a Lord Byron, che in seguito ispirerà il Dracula di Bram Stoker.
È interessante rilevare che Charles Nodier non si limita a portare sulla scena la trama letteraria, con minimi aggiustamenti dovuti al contesto teatrale, ma opera diversi adattamenti e modifiche atte alla spettacolarizzazione della storia. L’elemento onirico acquisisce un ruolo tutt’altro che secondario.
Il prologo, non presente nel racconto di Polidori, vede un dialogo tra l’angelo della luna Ituriel, e il genio dei matrimoni Oscar – che nel corso della pièce assumerà le sembianze di un vegliardo – all’interno delle grotte scozzesi di Staffa dove un vampiro sta cercando di aggredire una fanciulla addormentata su una tomba (che si scoprirà essere Malvina). Le due figure sono tratte da una raccolta di poemi che nella seconda metà del Settecento il poeta scozzese James Macpherson, nato guarda caso a Ruthven, attribuì a un bardo di nome Ossian.
In seguito Malvina, ripresasi dall’avventura, confida alla domestica Brigitte il suo incubo spaventoso, riferito ai fatti avvenuti nella grotta mentre lei era priva di sensi sulla tomba, e la rievocazione rinnova nel pubblico l’emozione di quella scena che ora sta iniziando ad avere una sua logica. Si viene così a sapere che Malvina dovrebbe sposare Lord Marsden, fratello del defunto Lord Rutwen, deceduto, come nel libro, in seguito a un’aggressione a cui Sir Aubray ha assistito. L’uomo che si presenta, però, è il redivivo Rutwen, il cui volto a Malvina è già noto essendo la persona che la tormentava nel suo incubo. Da qui in poi Lord Rutwen tenterà in tutti i modi di continuare a mietere vittime ostacolato da Oscar, che ha assunto le sembianze di un vegliardo, e da Sir Aubray stesso che tenta in tutti i modi di salvare la sorella.
Per eventuali allestimenti, oltre a contattare la traduttrice, è possibile compilare la prima pagina del modulo scaricabile QUI e consegnarlo alla propria SIAE di zona.
Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.